Nella pratica clinica considero la persona nella sua unicità e irripetibilità. La sofferenza emerge dai significati che si attribuiscono alle esperienze vissute e da come questi sono integrati nella nostra percezione dell’identità personale, dal modo in cui, fin ora, ci siamo raccontati a noi stessi.
Durante il percorso di supporto psicologico si sperimenta una relazione che trasforma, che abitua a porre uno sguardo proprio e libero su se stessi. Libero dalla ricerca spasmodica dello sguardo dell’altro ma libero anche di essere visto dallo sguardo dell’altro senza esserne definito.